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  • Luca Ceribelli e altri due giocatori italiani bannati dai Campionati Mondiali di Pokémon 2026 di San Francisco: cos’è successo?

    Luca Ceribelli e altri due giocatori italiani bannati dai Campionati Mondiali di Pokémon 2026 di San Francisco: cos’è successo?

    Una situazione controversa ha coinvolto Luca Ceribelli, ex Campione del Mondo Pokémon, Ruben Gianzini e Luca Lussignoli, impossibilitati a prendere parte ai Campionati Mondiali di Pokémon 2026 di San Francisco dopo il ritiro dei loro pass.

    Secondo quanto raccontato dai diretti interessati, tutto sarebbe iniziato durante la fila per accedere al Pokémon Center. Ceribelli e Lussignoli avrebbero permesso a Gianzini di raggiungerli mentre erano già in coda, una scelta che il gruppo riconosce come un errore ma che sarebbe stata motivata dalla disabilità documentata di Gianzini, che gli provoca forte disagio negli ambienti molto affollati.

    La security avrebbe quindi impedito ai tre l’accesso al Pokémon Center, decisione che sarebbe stata accettata senza particolari contestazioni.

    Il problema sarebbe nato successivamente, quando gli addetti avrebbero ritirato i loro pass per evitare un nuovo accesso al Pokémon Center, rassicurandoli però più volte sulla possibilità di farli ristampare il giorno seguente per partecipare regolarmente alla competizione.

    Una volta scoperto che i pass ritirati dallo staff non potevano essere ristampati, i tre si sarebbero ritrovati di fatto impossibilitati ad accedere alla venue e quindi a competere ai Mondiali.

    Secondo la loro ricostruzione, anche un successivo confronto con lo staff non avrebbe portato a una soluzione.

    Ceribelli ha inoltre spiegato quanto questa vicenda abbia avuto un forte impatto personale: dopo circa otto mesi lontano dai tornei, il ritorno ai Mondiali rappresentava per lui un momento particolarmente importante.

    Al momento, questa ricostruzione rappresenta la versione fornita dai tre giocatori coinvolti. Eventuali comunicazioni ufficiali da parte di Pokémon o dell’organizzazione potrebbero fornire ulteriori chiarimenti sulla vicenda.

  • Rumor: Shigeru Ohmori non dirigerà Pokémon Vento e Onda? Due nuovi director per la GEN 10

    Rumor: Shigeru Ohmori non dirigerà Pokémon Vento e Onda? Due nuovi director per la GEN 10

    Pokémon Vento e Onda potrebbero segnare un importante cambiamento nella struttura interna di GAME FREAK. Secondo una nuova indiscrezione condivisa dal leaker Ball Guy, Shigeru Ohmori non sarebbe infatti il director dei giochi di gen 10.

    Dopo aver diretto alcuni dei principali giochi Pokémon dell’ultimo decennio, Ohmori avrebbe lasciato la guida del progetto a due sviluppatori già coinvolti nei contenuti aggiuntivi delle generazioni precedenti.

    Hiroyuki Tani e Katsuhiko Ichiraku alla guida della GEN 10?

    Stando al rumor, il director principale di Pokémon Vento e Onda sarebbe Hiroyuki Tani, game planner in GAME FREAK dal 2014 e già director del Pass di espansione di Pokémon Spada e Scudo.

    Ad affiancarlo nel ruolo di co-director ci sarebbe invece Katsuhiko Ichiraku, membro di GAME FREAK dal 2010 e precedentemente director de Il tesoro dell’Area Zero, il contenuto aggiuntivo di Pokémon Scarlatto e Violetto.

    La scelta dei due sviluppatori potrebbe quindi rappresentare un passaggio di testimone all’interno dello studio, affidando la nuova generazione a figure che hanno già maturato esperienza nella direzione dei DLC più recenti della serie.

    Quale sarà il ruolo di Shigeru Ohmori?

    L’assenza di Ohmori dalla regia di Pokémon Vento e Onda non significherebbe necessariamente un suo allontanamento dai progetti principali. Sempre secondo Ball Guy, lo sviluppatore sarebbe già al lavoro sulla GEN 11, anche se il suo ruolo non è ancora chiaro.

    La nostra ipotesi è che Ohmori possa continuare a partecipare alle fasi iniziali dei nuovi progetti, occupandosi successivamente della loro supervisione. Una posizione più vicina a quella di un produttore gli permetterebbe di seguire più giochi senza doverne gestire direttamente ogni fase dello sviluppo.

    Questa possibilità sarebbe coerente anche con le informazioni emerse dal cosiddetto “teraleak”, secondo le quali Ohmori sarebbe stato coinvolto nelle prime fasi della GEN 10.

  • Intervista a Francesco Pio Pero del Team Aqua, campione Pokémon del NAIC 2026

    Intervista a Francesco Pio Pero del Team Aqua, campione Pokémon del NAIC 2026

    Abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Pio Pero del Team Aqua, vincitore dei Campionati Internazionali Nordamericani Pokémon 2026, grazie ai ragazzi dei Southern Hustlers!

    1) Vincere un internazionale è il sogno di tantissimi giocatori. Quando hai capito che quel torneo poteva davvero essere tuo?

    “C’è stato un momento preciso in cui ho pensato “non lo vinco, ma si può vincere”. È successo al round 9 della fase 2, contro Ale Piscitelli. Giocava Lycanroc, la bestia nera per il mio team, matchup da quale avevo già perso a Torino, al round 4. Quella partita, invece, l’ho vinta 2-0. Lì ho capito che potevo farcela.

    In top cut, contro Adrian Orley, ho evitato uno Sleep Powder importante. In quel momento ho visto il pattern: oltre alle giocate, anche l’RNG stava iniziando a girare dalla mia parte. E quando arrivi sempre lì, il treno prima o poi passa — e lo prendi.”

    2) Qual è stata la scelta del team o della preparazione che secondo te ha fatto più la differenza?

    “Ho giocato praticamente a carte scoperte: avevo già pubblicato una guida del team prima di Torino, per poi riconfermarlo al NAIC. I due fattori principali che hanno fatto la differenza sono stati la convinzione e la familiarità.

    Ero convinto fosse il team più forte del formato. Sapevo che mi sarei giocato anche i mirror e i counter, ma non ci ho dato peso: gioco il team più forte, se riuscite, battetemi. E lo avevo assimilato molto bene grazie all’allenamento e alle ore fatte con i miei studenti, che mi hanno aiutato nelle fasi iniziali.

    Mi piaceva molto perché ogni partita era come risolvere un cubo di Rubik: facce diverse ogni volta, ma io dovevo trovare la soluzione. Il team mi dava sempre una linea di gioco solida, e questo mi ha permesso di concentrarmi sul gameplay invece che sulla build.”

    3) Con i mondiali alle porte, pensi che la vittoria del NAIC ti dia più fiducia o più pressione? Come stai vivendo questa settimana?

    “In questi giorni sto studiando, quindi gioco di meno. Con le live e il coaching resto comunque allenato. Ad agosto rialzerò il ritmo.

    Per il mondiale non sento un “boost” di fiducia nel senso classico. Ho sempre fatto il mio percorso e sono sempre stato convinto di avere le carte in regola per vincere: dovevo solo continuare a evolvermi e a non arrendermi. La pressione, onestamente, non la sento molto, dato che Pokémon è il mio posto nel mondo. Quando sono in competizione, sono esattamente dove voglio stare.

    Al NAIC ero tranquillissimo anche in top cut: scherzavo, ridevo, parlavo con gli altri giocatori. L’esperienza è fondamentale dato che vincere aiuta a vincere, ma soprattutto aiuta ad abituarsi alla mentalità della top cut.”

    4) Quanto lavoro c’è dietro una vittoria così?

    “Tantissimo. Però il punto non è solo il lavoro: è anche come gestisci la pressione. Per me il vero punto di svolta è stato spostare il focus dall’obiettivo al processo.

    Se ti dici solo “devo vincere il torneo”, il cervello ti risponde: “Come faccio?”. E lì nasce l’ansia. Io invece provo a segmentare tutto in passi piccoli: vincere il game, il turno, il set, il match. Se entro in un torneo pensando che devo fare 11 vittorie, mi sembra impossibile. Pensare round per round aiuta enormemente.

    Anche la preparazione toglie pressione: in partita esegui quello che hai già fatto cento volte. Quando arrivi così preparato, sei più fresco mentalmente. Se invece vai al torneo senza aver studiato, entri già in ansia e ti prosciughi da solo.

    5) Come hai gestito la pressione durante la finale?

    “La finale era un giorno a sé. Fino alla semifinale ero rilassatissimo, ma quando sono arrivato lì sapevo che quello era il momento.

    Sapevo di essere in svantaggio di matchup: il mio avversario aveva un setup molto forte. Abbiamo provato diverse linee, ma ho capito che allungare troppo la partita mi avrebbe quasi garantito la sconfitta. Ho puntato su due cose: una linea che sfruttava la probabilità di flinch con Aerodactyl e Kingambit, e il fatto che il mio avversario non volesse sempre esporsi a quella condizione.

    La finale è stata condizionata dall’RNG — a G1 Sylveon aveva il 31% di oneshottare Kingambit con Hyper Beam, oltre ai flinch e ad altre percentuali generali. Ma io ero preparato: sapevo già come affrontare quel mirror, e quindi anche quando il game andava storto, non andavo in tilt.”

    6) Cosa consiglieresti a chi si sente bloccato?

    Francesco:
    “La risposta non può essere banale tipo “gioca di più”, perché non basta. Io direi: fidati di più del tuo istinto.

    L’istinto è il frutto dell’esperienza. Più giochi, più diventa affidabile. Quando arrivi a un certo livello di comprensione del gioco, non devi aver paura di ascoltarlo.

    Un giocatore forte sa quando rischiare, e rischiare nel momento giusto fa la differenza tra chi arriva in fondo e chi resta fermo a metà strada.

    Per fare quel salto devi anche saper rinunciare alle fissazioni: non legarti troppo a un Pokémon o a un archetipo. Se il formato cambia, devi evolverti. Il team per un torneo non deve essere per forza originale: deve soprattutto non avere auto-loss e deve poter competere bene nel formato.”

    7) Quale team consiglieresti a chi si avvicina a Champions?

    “Direi principalmente i team con Charizard. Per esempio la versione classica con Whimsicott, Big Six, oppure versioni più recenti come quelle con Venusaur, forti nei mirror; o ancora team che gestiscono bene la Rain o che reggono bene il doppio Fake Out con setup.

    La soluzione migliore per un giocatore nuovo è un team forte, stabile e con fondamentali solidi. Il Big Six con Whimsicott è probabilmente il miglior punto di partenza, perché il mirror è più una questione di mind game che di speed tie puro. Se impari bene quel team, hai un’ottima base per il formato e non sei travolto dal vortice dei cambi continui.”

    8) I tuoi obiettivi ora quali sono?

    “Il mio obiettivo è sempre stato vincere il mondiale. Gli altri tornei mi fanno piacere, ma per me il mondiale è l’unico che conta davvero. E lo pensavo anche prima di vincere il NAIC. L’internazionale è importante, ovviamente: ti mette in una certa categoria di player. Ma il mondiale è un altro discorso: giochi una volta all’anno con i migliori al mondo.

    Per me è il torneo che non ho ancora risolto. È il cubo di Rubik che mi manca. Continuerò a provarci finché non ci riesco, o finché non sarò più capace di giocare.”

    9) Quando è nata la tua passione per Pokémon e il competitivo?

    “Da piccolissimo. A casa mia si facevano tornei di Pokémon Battle Revolution in formato VGC 2010. Ero troppo piccolo per giocare, ma guardavo gli altri e mi appassionavo già.

    Ho iniziato davvero con Bianco e Nero, giocando molto al Battlespot. Poi c’è stata la vittoria di Arash nel 2013, che mi ha ispirato tantissimo: un italiano aveva vinto il mondiale. Da lì ho partecipato a vari eventi: il Pokémon Day, i tornei di Cydonia, il primo local nel 2017. Ci sono nato dentro.

    Il salto vero è arrivato durante la pandemia, perché online potevo misurarmi con giocatori forti. Da lì è partito un percorso lunghissimo, iniziato praticamente 13 anni fa.”

    Ringraziamo di cuore Francesco Pio Pero per averci concesso questa intervista e gli rinnoviamo i complimenti (e un grosso in bocca al lupo per il futuro)!

  • CLAMOROSO: trapelano nuovi Pokémon di Diamante e Perla mai visti prima da un documentario di GAME FREAK!

    CLAMOROSO: trapelano nuovi Pokémon di Diamante e Perla mai visti prima da un documentario di GAME FREAK!

    Un raro documentario di GAME FREAK sullo sviluppo di Pokémon Diamante e Perla avrebbe rivelato una serie di design preliminari, Betamon inediti e persino una versione embrionale di Arceus mai mostrata al pubblico.

    Il materiale è stato recuperato dall’utente @neos_tcg, che sarebbe entrato in possesso del CD originale (che era stato messo in vendita da un utente su internet) proprio realizzato da GAME FREAK, riuscendo successivamente a estrarne e pubblicarne il contenuto.

    Da questo sono emersi tantissimi Pokémon scartati, idee che sono state riutilizzate e altre che… chissà, magari veranno riprese in Pokémon Vento e Onda.

    Guarda il video trapelato

  • Foto, prezzo e info dei nuovi LEGO Pokémon di Rayquaza, Arcanine, Poké Ball, Munchlax e Rosso (sono fantasti

    Foto, prezzo e info dei nuovi LEGO Pokémon di Rayquaza, Arcanine, Poké Ball, Munchlax e Rosso (sono fantasti

    Sono trapelate nuove foto dai set LEGO Pokémon in uscita e sono fantastiche! Da Rayquaza alla Poké Ball, c’è qualcosa per ogni tipo di gusto (e portafoglio).

    Set LEGO Rayquaza con Lyris, 1083 pezzi.

    Disponibile dal 1° agosto 2026 al prezzo di 129,99 €

    Set LEGO Arcanine, 1190 pezzi

    Disponibile dal 1° agosto 2026 al prezzo di 99,99 €!

    Set LEGO Munchlax, 757 pezzi

    Disponibile dal 1° agosto 2026 al prezzo di 69,99 €!

    Set LEGO Poké Ball (Iconic Trainer Moments), 2386 pezzi

    Disponibile dal 1° ottobre 2026 al prezzo di 259,99 €!

    Set LEGO Rosso, 930 pezzi

    Disponibile dal 1° ottobre 2026 al prezzo di 79,99 €!

  • Il nuovo business delle carte Pokémon: meno appassionati e più “gold digger”

    Il nuovo business delle carte Pokémon: meno appassionati e più “gold digger”

    Le Carte Collezionabili Pokémon hanno sempre rappresentato una delle massime espressioni del brand dei mostriciattoli animati nel mondo. Delle vere “core memories” per molti millennials e non, pronti a richiedere a nonni e genitori un pacchetto dell’espansione del momento per poter godere degli artwork e sfruttare le abilità delle carte nel gioco con gli amici.

    Da appassionati a cercatori d’oro

    Col passare del tempo, le espansioni hanno iniziato a rilasciare carte sempre più riconoscibili ed elaborate, tanto da permettere alle più rare di ottenere un valore economico. Da qui, forse, l’inizio di un business per molti pseudo-collezionisti: acquisti in blocco di numerosi set, tin, bustine sfuse… tutto per cercare le carte dal valore più alto.

    Fenomeni speculativi che non si limitano all’attività degli scalper, ma sfociano in veri e propri casi di cronaca, come riportano le testate giornalistiche de La Repubblica e Stylo24. Alcuni di questi eventi sono capitati in Francia, dove sono state rubate carte dal valore di 80mila euro o, più vicini alla nostra realtà, a Roma, dove sono state trafugate carte Pokémon assieme a diversi oggetti di valore.

    Dalla passione alla speculazione

    Ormai non si pensa quasi più al puro collezionismo, allo “sbustare” pacchetti per il solo piacere di trovare i propri mostriciattoli preferiti o quelli più rari per mostrarli agli altri appassionati. Si pensa a fare un vero e proprio business, guardando al portafogli piuttosto che alla felicità. Uscire dall’edicola con l’amarezza di non aver trovato nulla nell’unico pacchetto acquistato rimane, forse, un’emozione ormai non più praticabile.

  • Nintendo Direct di settembre: le nostre previsioni per i due eventi

    Nintendo Direct di settembre: le nostre previsioni per i due eventi

    Settembre si riconferma il mese più interessante ed esplosivo per la casa di Kyoto. Nintendo ha infatti annunciato un doppio appuntamento per la seconda settimana del mese: due eventi trasmessi a sole ventiquattr’ore di distanza che promettono di indirizzare le uscite della console per i prossimi mesi.

    Ecco le nostre ipotesi, tra certezze, rumor della community e previsioni sui principali annunci.

    Il calendario delle dirette

    Nintendo coprirà le presentazioni in due giornate distinte:

    Martedì 8 settembre, alle ore 16:00 italiane, andrà in scena il The Legend of Zelda 40th Anniversary Direct, una diretta di circa 30 minuti interamente focalizzata sulle celebrazioni per i 40 anni della saga.

    Mercoledì 9 settembre, allo stesso orario, ci sarà invece il Nintendo Direct generale. L’evento principale durerà circa 45 minuti e sarà incentrato sui titoli in arrivo su Nintendo Switch 2 per questo inverno. A seguire, la consueta diretta Nintendo Treehouse: Live mostrerà spezzoni di gameplay approfonditi per i titoli presentati.

    Direct di Zelda: cosa aspettarsi per il 40° anniversario

    Con mezz’ora d’evento a disposizione, il franchise guidato da Eiji Aonuma potrebbe avere diverse novità di cui parlare. A partire dal remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time: dopo le indiscrezioni uscite nei mesi scorsi, i fan si aspettano il primo vero trailer di gameplay esteso con relativa data d’uscita per il periodo natalizio.

    Prassi ormai per gli eventi Nintendo è poi l’arrivo di capitoli storici nel catalogo retrò di Nintendo Switch Online (NSO). In questo caso, le aspettative si concentrano sulla possibile uscita delle versioni HD o dei porting di classici come Twilight Princess e Wind Waker. Infine, non è da escludere un possibile aggiornamento sullo stato dei lavori dell’adattamento cinematografico della serie, magari con del nuovo merchandise a tema.

    Nintendo Direct generale: previsioni e rumor

    Essendo The Legend of Zelda relativo alla diretta del giorno prima, la presentazione generale avrà tutto lo spazio libero per concentrarsi su aggiornamenti e novità relativi ad altri franchise.

    Tra i nomi praticamente certi troviamo Fire Emblem: Fortune’s Weave (in arrivo il 17 settembre) e Nintendo Switch Sports Resort (previsto per ottobre), che mostreranno i loro trailer finali. Non mancheranno poi gli aggiornamenti dai partner terze parti, con ipotetici approfondimenti per titoli come The Duskbloods.

    Ovviamente, all’interno della community, la frenesia per il tanto atteso “annuncio finale” è altissima, alimentata dai calcoli sui tempi di sviluppo dei franchise più iconici della casa di Kyoto. Molti analisti e creator puntano sul ritorno di Super Smash Bros., capace di soffiare il posto al tanto vociferato e atteso nuovo Mario 3D.

    La lista dei papabili è comunque piuttosto piena e spazia da capitoli principali come Splatoon 4, Animal Crossing e un nuovo Luigi’s Mansion, fino al ripescaggio di IP di nicchia, ma amatissime, come un nuovo Astral Chain, ARMS, un Metroid 2D o glorie del passato del calibro di Golden Sun e WarioLand.

  • Picchia alunno per delle Carte Pokémon: arrestato 77enne

    Picchia alunno per delle Carte Pokémon: arrestato 77enne

    Una notizia di cronaca arrivata dagli Stati Uniti sta facendo molto discutere il mondo scolastico e… quello del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon.

    Al centro della vicenda ci sono infatti le carte. Queste avrebbero scatenato la reazione violenta di un insegnante di 77 anni nei confronti di uno studente di 9.

    Secondo quanto ricostruito, gli agenti della Polizia di Dothan (Alabama) sono intervenuti presso la Jerry Lee Faine Elementary School a seguito della segnalazione di un’aggressione ai danni di un alunno. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, subito esaminate dagli inquirenti, hanno mostrato l’uomo mentre colpiva ripetutamente il bambino. Le autorità lo hanno arrestato con l’accusa di percosse e maltrattamenti su minore.

    Attualmente non si sanno ulteriori dettagli sullo stato di salute del piccolo, ma l’episodio ha sollevato profonda indignazione per la sproporzione e la dinamica dell’aggressione, scaturita banalmente da una discussione legata alle carte del franchise di The Pokémon Company.

    Fonte

  • Tutti gli annunci fatti ai Mondiali Pokémon 2026: nuovo film, carte e tanto altro!

    Tutti gli annunci fatti ai Mondiali Pokémon 2026: nuovo film, carte e tanto altro!

    Si sono conclusi a San Francisco i Mondiali Pokémon 2026. Tra la cerimonia di chiusura e i panel della prima PokémonXP sono state presentate numerose novità per il futuro del franchise. Ecco il recap completo:

    • Pokémon: Wild Card: annunciato un nuovo film animato, realizzato da STORY inc. in arrivo nel 2027. La storia seguirà un aspirante giocatore del GCC Pokémon e un Mimikyu!
    • Pokémon Champions: Le megaevoluzioni Z, Baxcalibur e Rillaboom arriveranno il 9 settembre! Anche Heatran si unirà al gioco prossimamente, anticipando l’arrivo dei Pokémon leggendari!
    • Pokémon GO: i Pokémon megaevoluti idonei potranno utilizzare un terzo attacco caricato ed essere schierati nella Lega Lotte GO. Confermato anche il ritorno di Mewtwo Corazzato!
    • GCC Pokémon: mostrate MegaLucario Z-ex e Sigilyph-ex, insieme a nuove carte rare Mega Attacco dedicate a MegaRayquaza-ex, MegaDarkrai-ex, MegaGreninja-ex e MegaZygarde-ex. Annunciata inoltre la nuova serie ex★, con Raikou, Entei e Suicune, su cui però al momento non abbiamo dettagli.
    • GCC Pokémon Pocket: da ottobre debutteranno le prime carte Pokémon con due tipi.
    • Pokémon UNITE: Morpeko, Toxtricity, Jolteon e Flareon entreranno nel roster dei personaggi giocabili tra il mese di settembre e ottobre!
    • Racconti Pokémon: la serie in stop-motion Racconti Pokémon: Le disavventure di Sirfetch’d e Pichu arriverà esclusivamente su Disney+ nel 2027; durante PokémonXP è stato mostrato il primo trailer!
    • Mondiali Pokémon 2027: la prossima edizione si svolgerà a Singapore dal 13 al 15 agosto, tra il Singapore EXPO e il Singapore Indoor Stadium.

    Nessuna novità, invece, per Pokémon Vento e Pokémon Onda, come ampiamente prevedibile, che non si sono mostrati durante l’evento.

  • The Duskbloods – la nostra prova in anteprima

    The Duskbloods – la nostra prova in anteprima

    Se c’è un elemento che distingue davvero The Duskbloods da qualsiasi altro titolo di FromSoftware, è senza dubbio il suo multiplayer.

    Definirlo semplicemente un gioco PvP sarebbe però riduttivo. The Duskbloods è un’esperienza PvPvE, nella quale fino a otto giocatori possono contemporaneamente affrontarsi tra loro, combattere contro nemici controllati dall’intelligenza artificiale, esplorare la mappa, completare obiettivi e perfino collaborare.

    La cosa più interessante è che non esiste un unico modo corretto per giocare.

    Le quattro fasi della partita

    Una partita si sviluppa attraverso quattro fasi, della durata indicativa di circa cinque minuti ciascuna.

    Alla fine delle prime fasi, i giocatori con meno Virtù vengono progressivamente eliminati. Questo significa che non basta semplicemente sopravvivere: bisogna continuamente cercare un modo per aumentare il proprio punteggio.

    La Virtù può essere ottenuta in tanti modi diversi: eliminando altri giocatori, sconfiggendo i mostri, raccogliendo oggetti, affrontando i boss o collaborando con altri Sanguinatori.

    La quarta fase rappresenta invece la resa dei conti.

    Nel formato mostrato durante il test, i tre Sanguinatori con più Virtù vengono portati all’interno di un’arena più piccola, dove devono affrontarsi fino a quando ne rimane soltanto uno.

    Questo crea una struttura molto particolare: le prime fasi sono molto ampie, caotiche e ricche di possibilità, mentre la parte finale restringe progressivamente il campo fino a trasformare la partita in un vero e proprio duello.

    Ma FromSoftware ha previsto anche delle alternative.

    In alcune varianti, infatti, la fase finale può trasformarsi in uno scontro contro un gigantesco boss controllato dall’IA, permettendo anche ai giocatori meno interessati al PvP di avere una possibilità concreta di vittoria.

    Inoltre, chi ha accumulato molta più Virtù può arrivare alla fase finale con una quantità di salute superiore rispetto agli avversari.

    La Virtù: non vince necessariamente il più forte

    Ed è proprio qui che The Duskbloods diventa interessante.

    La Virtù non viene assegnata esclusivamente per le uccisioni.

    Un giocatore particolarmente bravo nel PvP può dedicarsi alla caccia degli altri Sanguinatori, ma un altro potrebbe decidere di evitare gli scontri e concentrarsi sulla raccolta degli oggetti e sull’eliminazione dei mostri.

    Un terzo potrebbe invece cercare i boss e collaborare con altri giocatori per sconfiggerli. Tutte queste strategie possono portare Virtù.

    Questo significa che un giocatore un po’ meno interessato al PvP può comunque competere con uno specialista del combattimento, scegliendo semplicemente un approccio differente. È una scelta di design molto intelligente, perché impedisce alla partita di trasformarsi immediatamente in una gara a chi uccide più giocatori.

    E non è finita qui.

    Alla fine della seconda e della terza fase entrano in gioco anche due rituali speciali.

    La Promessa d’Oro funziona in maniera simile a una modalità “cattura la zona”: bisogna conquistare un altare e mantenerne il controllo fino alla fine.

    La Promessa di Sangue, invece, premia chi riesce a ottenere il maggior numero di uccisioni.

    È possibile completare soltanto uno dei due rituali, ma ottenere la ricompensa significa guadagnare una quantità considerevole di Virtù e può quindi cambiare completamente la classifica.

    Inoltre, al termine della partita vengono considerate separatamente anche le prestazioni legate all’eliminazione dei mostri e alla raccolta degli oggetti.

    Questo permette a un giocatore che magari non ha dominato il PvP di recuperare terreno grazie alle proprie prestazioni nelle altre attività.

    Le squadre da due

    The Duskbloods può essere giocato anche in una modalità a squadre, con quattro coppie da due giocatori.

    Qui la Virtù dei due membri viene sommata, permettendo alla coppia di decidere come distribuire i propri compiti.

    Un giocatore può concentrarsi sul PvP, mentre l’altro si occupa dell’esplorazione e della raccolta degli oggetti.

    Oppure entrambi possono collaborare per abbattere un boss.

    Il problema è che questa strategia ha un rischio enorme: se i due membri si separano per svolgere attività differenti, potrebbero trovarsi improvvisamente in inferiorità numerica rispetto alle altre coppie.

    E c’è una particolarità ancora più interessante.

    Durante alcune situazioni i membri della squadra non possono attaccarsi direttamente, ma la Virtù rimane individuale. Questo significa che, alla fine di una fase, uno dei due compagni potrebbe essere eliminato mentre l’altro riesce a sopravvivere.

    Il gioco fornisce comunque uno strumento per ritrovare fisicamente il proprio compagno sulla mappa, così da facilitare la collaborazione.

    Collaborare con il proprio nemico

    Forse l’aspetto più affascinante è che non sei obbligato a uccidere gli altri giocatori.

    Puoi stringere un’alleanza ufficiale oppure semplicemente collaborare temporaneamente con altri Sanguinatori per affrontare un nemico particolarmente potente.

    Ed è qui che entra in gioco una delle filosofie più interessanti di The Duskbloods: utilizzare gli altri giocatori a proprio vantaggio.

    Puoi collaborare con qualcuno per abbattere un boss e ottenere Virtù insieme.

    Ma non c’è nessuna garanzia che quella collaborazione continui.

    Una volta ottenuto ciò che ti serve, potresti decidere di attaccare il tuo stesso alleato.

    Oppure potresti aspettare che sia lui a combattere e indebolirsi contro un boss per poi intervenire nel momento migliore.

    In questo senso il multiplayer sembra quasi costruito attorno alla manipolazione delle intenzioni degli altri giocatori.

    I Marchi

    A rendere tutto ancora più imprevedibile ci sono i Marchi. Questi sono obiettivi secondari che collegano due Sanguinatori all’interno della stessa partita.

    Il Marchio della Vendetta, per esempio, assegna a un giocatore un rivale specifico da eliminare.

    L’Occhio di Muralis funziona in maniera simile, ma introduce un elemento di segretezza: soltanto il giocatore che possiede il Marchio conosce l’identità del proprio bersaglio, mentre gli altri ricevono vantaggi nell’eliminare il portatore.

    Poi ci sono Marchi completamente differenti.

    Vecchia Amicizia spinge due giocatori casuali a collaborare, mentre Amore Effimero crea una situazione decisamente più assurda: bisogna trovare il proprio “partner”, consegnargli una rosa e, se quest’ultimo accetta, entrambi ricevono Virtù.

    Ed è probabilmente questo uno degli aspetti che più fanno capire la filosofia dietro The Duskbloods.

    FromSoftware non vuole soltanto creare un gioco dove otto persone combattono.

    Vuole che i giocatori possano diventare rivali, alleati, traditori o addirittura “innamorati” per qualche minuto, semplicemente perché il gioco li ha messi nella stessa situazione.

    I Sanguinatori e la costruzione della propria partita

    Ogni Sanguinatore possiede caratteristiche e abilità completamente differenti.

    Durante il test erano disponibili sei personaggi, tra cui Layla, specializzata nel combattimento a distanza e nella caccia ai mostri; Zork, più lento ma capace di bloccare i movimenti avversari; Trang Lanh, dotata di invisibilità e di una potente trasformazione; Albert, più equilibrato; Jan, estremamente efficace a corta distanza; e il Senatore Samir Patres, caratterizzato da una grande velocità e dall’uso della spada.

    Il risultato è che non esiste un singolo modo di affrontare una partita.

    Un personaggio può essere fortissimo durante la fase di raccolta della Virtù ma avere difficoltà negli scontri finali.

    Un altro può essere mediocre contro i mostri ma devastante nel PvP.

    Questo dovrebbe portare inevitabilmente alla nascita di un meta molto particolare, soprattutto quando verranno introdotti tutti i Sanguinatori previsti per la versione completa.

    I potenziamenti

    Durante la partita è inoltre possibile ottenere potenziamenti.

    Dopo aver sconfitto determinati nemici o altri giocatori, vengono proposte due possibilità casuali, tra le quali scegliere.

    È possibile accumulare fino a cinque potenziamenti.

    Questo introduce una componente quasi roguelite: non tutte le partite permetteranno di costruire lo stesso personaggio.

    Potresti trovare una combinazione di bonus perfetta per il tuo Sanguinatore e ritrovarti con una build estremamente efficace.

    Oppure potresti ottenere potenziamenti meno sinergici ed essere costretto ad adattare completamente il tuo stile di gioco.

    Gli NPC

    E non siamo nemmeno necessariamente soli.

    Durante la partita è possibile reclutare NPC, sia trasformando alcuni dei normali nemici incontrati sulla mappa, sia trovando compagni specifici.

    Questi alleati possiedono caratteristiche differenti e possono persino salire di livello.

    Questo aggiunge un ulteriore elemento strategico: non devi soltanto costruire il tuo Sanguinatore, ma puoi anche costruire una piccola squadra attorno a lui.

    Una mappa che cambia continuamente

    Un’altra caratteristica fondamentale è che la struttura delle mappe non è completamente prevedibile.

    La mappa può essere la stessa, ma la disposizione di nemici, oggetti e bonus cambia da una partita all’altra.

    Di conseguenza non puoi semplicemente imparare un percorso perfetto e ripeterlo all’infinito.

    Devi osservare ciò che hai davanti e modificare il tuo itinerario in base alla situazione.

    Questo è anche il motivo per cui il movimento è così importante: correre velocemente significa non soltanto evitare gli avversari, ma anche riuscire a spostarsi rapidamente verso le opportunità migliori per accumulare Virtù.

    Gli eventi dinamici

    Infine ci sono gli eventi dinamici, che non erano presenti nella prova giocata da Multiplayer.it ma che sono stati mostrati o descritti per la versione completa.

    Un esempio è un dirigibile che potrebbe comparire durante la seconda o la terza fase e iniziare a bombardare una determinata area.

    A quel punto tutti i giocatori presenti dovrebbero reagire. Potresti essere costretto a scappare per metterti al riparo. Oppure potresti sfruttare il caos per attaccare qualcuno che si trova in difficoltà.

    È lo stesso principio dell’enorme volto di pietra mostrato nel trailer: eventi temporanei che modificano le regole e le priorità della partita, impedendo che ogni match segua esattamente lo stesso copione.

    Perché il multiplayer è così interessante?

    Dopo aver analizzato tutte queste meccaniche, diventa molto più chiaro cosa voglia realmente fare FromSoftware con The Duskbloods.

    Non vuole creare semplicemente un Souls competitivo. E non vuole nemmeno realizzare un normale battle royale.

    The Duskbloods sembra voler creare una sorta di gioco di ruolo competitivo emergente, nel quale le regole sono soltanto il punto di partenza e gran parte dell’esperienza nasce dalle decisioni dei giocatori.

    Puoi essere il cacciatore.

    Puoi essere la preda.

    Puoi essere quello che passa la partita a farmare mostri.

    Puoi essere quello che raccoglie oggetti.

    Puoi essere quello che convince altri giocatori ad aiutarlo contro un boss.

    Puoi persino trovare un alleato, completare insieme un obiettivo e poi tradirlo pochi secondi dopo.

    Ed è proprio questa libertà a rendere The Duskbloods così interessante.

    La vera domanda non è “chi è il giocatore più forte?”.

    La vera domanda è:

    “Chi riuscirà a sfruttare meglio tutto quello che la partita gli mette davanti?”

    Ed è qui che, almeno sulla carta, The Duskbloods potrebbe rappresentare uno degli esperimenti multiplayer più interessanti mai realizzati da FromSoftware.

    Va comunque sottolineato che il network test non mostrava ancora tutto: altre mappe, ulteriori Sanguinatori, personalizzazione, narrativa e altre caratteristiche della versione finale sono ancora da scoprire.

  • Leak Pokémon Vento e Onda: svelati nuovi personaggi e il futuro dell’anime?

    Leak Pokémon Vento e Onda: svelati nuovi personaggi e il futuro dell’anime?

    Un nuovo leak su Pokémon Vento e Onda avrebbe mostrato tre personaggi inediti, destinati ad apparire sia nel videogioco sia in una nuova serie animata ambientata prima degli eventi principali.

    Tra questi figurerebbe il Professore della regione, apparentemente capace di viaggiare nel tempo. L’immagine trapelata mostrerebbe il suo aspetto diversi anni prima degli eventi di Pokémon Vento e Onda, come giovane ragazzo dai folti capelli di colore blu!

    Il secondo personaggio sarebbe invece il Campione della regione. Il suo design coincide alla perfezione con alcune indiscrezioni diffuse in precedenza, rafforzando almeno in parte l’attendibilità del leak.

    Abbiamo poi una bambina “misteriosa” accompagnata da quello che sembra essere un pupazzo di Chansey. Al momento non sono disponibili informazioni sul suo ruolo e non è escluso che possa comparire soltanto nella serie animata.

    Il nuovo progetto dovrebbe essere un prequel animato sulla scia di Ali del Crepuscolo e Venti di Paldea, ma le indiscrezioni non finiscono qui. Secondo quanto riportato, anche l’anime principale di Pokémon potrebbe presto cambiare formato, passando da una pubblicazione settimanale a una struttura stagionale.

    Alla base di questa possibile scelta ci sarebbero il calo degli ascolti, i costi di produzione sempre più elevati e le tempistiche ristrette imposte dalla programmazione settimanale. Un cambiamento simile permetterebbe alla serie di adattarsi maggiormente al modello seguito dagli anime moderni.

    Ricordiamo che, al momento, questo leak su Pokémon Vento e Onda proviene da materiale trapelato e non è state confermato ufficialmente. Sarà quindi necessario attendere eventuali comunicazioni da parte di The Pokémon Company.

  • Ecco quando Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia saranno compatibili con Pokémon HOME

    Ecco quando Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia saranno compatibili con Pokémon HOME

    The Pokémon Company ha annunciato che Pokémon Versione Rosso Fuoco e Pokémon Versione Verde Foglia potranno essere collegati a Pokémon HOME a partire da ottobre 2026.

    Grazie a questa nuova compatibilità, gli Allenatori potranno trasferire su Pokémon HOME i Pokémon catturati nelle versioni dei due giochi pubblicate su Nintendo Switch. Da qui potranno conservarli nei propri Box oppure trasferirli negli altri titoli compatibili nei quali risultano disponibili.

    Il trasferimento sarà a senso unico

    Come specificato nell’annuncio ufficiale, i Pokémon potranno essere trasferiti solamente da Pokémon Rosso Fuoco e Pokémon Verde Foglia verso Pokémon HOME.

    Una volta completato il trasferimento, quindi, non sarà possibile riportarli nei due giochi di Kanto. Prima di spostare un Pokémon particolarmente importante, sarà dunque necessario valutare attentamente la scelta.

    Un nuovo collegamento tra Kanto e i giochi moderni

    Pokémon Rosso Fuoco e Pokémon Verde Foglia furono pubblicati originariamente nel 2004 come remake dei primi titoli della serie. Le avventure riportano gli Allenatori nella regione di Kanto, introducendo al tempo stesso nuove aree, personaggi e contenuti, tra cui il Settipelago.

    Le versioni per Nintendo Switch hanno reso nuovamente accessibili i due classici in occasione del trentesimo anniversario della serie. L’arrivo della compatibilità con Pokémon HOME consentirà ora di conservare i compagni incontrati durante questa nuova avventura e portarli con sé nei titoli Pokémon compatibili.

    Al momento non è stata comunicata una data precisa per l’aggiornamento: sappiamo soltanto che il collegamento con Pokémon HOME sarà reso disponibile nel corso di ottobre 2026. Ulteriori dettagli saranno annunciati prossimamente!

  • Banca Pokémon chiuderà nel 2027: ecco entro quando trasferire i propri Pokémon su Pokémon HOME

    Banca Pokémon chiuderà nel 2027: ecco entro quando trasferire i propri Pokémon su Pokémon HOME

    The Pokémon Company ha annunciato la cessazione definitiva del servizio di Banca Pokémon, l’applicazione per Nintendo 3DS utilizzata per conservare e trasferire i Pokémon provenienti dai giochi delle generazioni precedenti.

    Il servizio terminerà venerdì 26 febbraio 2027 alle ore 12:00 giapponesi, corrispondenti alle 4:00 del mattino in Italia.

    Nello stesso momento sarà disattivata anche la funzione che permette di trasferire i Pokémon dalla Banca Pokémon a Pokémon HOME. Tutti gli Allenatori che conservano ancora dei Pokémon all’interno del vecchio servizio dovranno quindi completarvi il trasferimento prima della chiusura.

    Cosa fare prima della chiusura della Banca Pokémon

    I Pokémon rimasti nella Banca Pokémon dovranno essere trasferiti a Pokémon HOME entro la scadenza indicata. Dopo la cessazione del servizio non sarà più possibile accedere ai Pokémon depositati né spostarli nei giochi più recenti.

    Ricordiamo inoltre che il trasferimento funziona in una sola direzione: i Pokémon inviati dalla Banca Pokémon a Pokémon HOME non possono essere riportati indietro.

    Per utilizzare questa funzione è necessario possedere un piano premium di Pokémon HOME.

    Le altre informazioni da ricordare

    The Pokémon Company ha precisato anche che:

    • non è possibile più scaricare la Banca Pokémon sui dispositivi Nintendo;
    • non è possibile trasferire Pokémon da Pokémon HOME alla Banca Pokémon;
    • le Pokémiglia ottenute nella Banca Pokémon non possono essere convertite in punti Pokémon HOME o utilizzate all’interno del servizio più recente.

    La Banca Pokémon è diventata gratuita nel marzo 2023, in seguito alla chiusura del Nintendo eShop di Nintendo 3DS. Da allora è rimasta uno degli ultimi servizi online ancora disponibili sulla console, permettendo agli Allenatori di preservare e trasferire Pokémon provenienti da numerosi giochi del passato.

    La chiusura del servizio interromperà dunque definitivamente uno dei principali collegamenti tra i titoli Pokémon per Nintendo 3DS e quelli delle generazioni più recenti. Il consiglio è quindi di controllare quanto prima i propri Box ed effettuare tutti i trasferimenti necessari, senza attendere gli ultimi giorni.