Per ottenere Volcanion shiny sarà necessario completare alcuni importanti obiettivi legati ai Pokédex di Leggende Pokémon: Z-A.
In particolare, i giocatori dovranno completare il Pokédex di Luminopoli, il Pokédex dimensionale e il Mega Pokédex utilizzando Pokémon depositati direttamente da Leggende Pokémon: Z-A all’interno dell’applicazione.
Una volta soddisfatti questi requisiti, Volcanion shiny verrà sbloccato come Pokémon regalo.
Si tratta quindi di una ricompensa pensata per chi completerà a fondo le principali raccolte del gioco, premiando i giocatori più determinati con una versione speciale del Pokémon misterioso.
Tra le altre cose, è la prima volta che Volcanion riceve una distribuzione in forma cromatica!
Durante la prossima edizione del Comicon di Napoli (30 aprile – 3 maggio 2026, Mostra d’Oltremare) andrà in scena un panel assolutamente imperdibile che unisce due passioni generazionali: Pokémon e il pinball arcade.
L’evento si intitola “GOTTA CATCH ‘EM ALL… A COLPI DI FLIPPER!” e si terrà giovedì 30 aprile dalle 11:00 alle 11:30 sull’HyperStage.
Di cosa parla il panel?
In questo panel esclusivo verranno svelati tutti i retroscena della nascita del flipper Pokémon di Stern Pinball, il primo flipper ufficiale dedicato al brand Pokémon, uscito a febbraio 2026 e già diventato un fenomeno mondiale. Dalla produzione in fabbrica al gameplay frenetico, dal design agli elementi interattivi (come l’animatronic di Pikachu che reagisce alle partite, il pallone Poké Ball meccanico animato, il Meowth Balloon toy e le battaglie contro il Team Rocket), i partecipanti scopriranno tutti i segreti di questa macchina brandizzata Pokémon.
Chi sarà presente?
A raccontare l’esperienza saranno i rappresentanti di Genna Group, Stern Pinball e Lorenzo Longoni, che uniranno competenze nel mondo dell’entertainment arcade e del flipper per un talk coinvolgente e pieno di retroscena.
Il panel promette di essere una vera celebrazione del mondo Pokémon dove streamer, cosplayer e fan di tutte le età potranno vivere insieme l’emozione di “catturare” Pokémon a colpi di flipper. Cliccando qui potete acquistare i biglietti di Comicon Napoli per non perdere il panel che ricordiamo si svolgerà esclusivamente il 30 aprile dalle 11:00 alle 11:30
Un fan appassionato di mostriciattoli tascabili ha realizzato una versione animata del manga Pokémon Adventures, portando sullo schermo alcune delle scene più iconiche della serie conosciuta in Italia come La Grande Avventura.
Il video, pubblicato su YouTube, è animato interamente a mano, frame dopo frame, richiedendo al creatore mesi di lavoro. Il tutto è stato fatto solo con l’obiettivo di dare vita alle tavole del manga originale. Il risultato è un’interpretazione in stile anime che segue le prime fasi del viaggio di Red, tra incontri con Pokémon selvatici, scontri con il Team Rocket e Pokémon leggendari.
Il progetto si distingue per la cura nel ricreare atmosfere e combattimenti. L’autore ha voluto mantenere il tono quanto più fedele possibile all’opera originale, spesso considerata più matura rispetto alla controparte animata ufficiale.
Centro LEAKS ha da poco pubblicato nuovi dettagli sul sistema di combattimento di Pokémon Champions, con una modifica al calcolo delle statistiche dei Pokémon. Secondo quanto riportato, il gioco non utilizzerà i tradizionali EV (Effort Values) e IV (Individual Values), sostituendoli con un sistema semplificato basato su un nuovo parametro chiamato SP (Stat Points).
It's now been discovered that Pokémon Champions does in fact use a different formula for the stats, and doesn't have neither EVs nor IVs, instead uses the new SP value.
It's a lot simpler to the one used in the main games.
Il cambiamento punta a rendere il titolo più accessibile, eliminando una delle componenti più complesse del competitivo classico. Al posto delle meccaniche tradizionali, le statistiche verranno calcolate con formule più dirette:
HP = BaseHP + SP + 75
Altre statistiche = Natura × (BaseStat + SP + 20)
Il valore della Natura continuerà a influenzare le statistiche, con moltiplicatori che variano tra 0.9, 1.0 e 1.1 a seconda del tipo.
Al momento non ci sono conferme ufficiali da parte di The Pokémon Company, ma se queste informazioni verranno validate, Pokémon Champions potrebbe distinguersi nettamente dai capitoli principali della serie proprio per la sua semplificazione del sistema competitivo e delle statistiche.
Quando esce la Collezione Pokémon Primi Compagni d’Avventura Serie 2? Dopo la prima ondata, mancano poche settimane alla nuova
Questa collezione speciale metterà sotto i riflettori i Pokémon compagni della seconda generazione (Chikorita, Cyndaquil e Totodile), della quinta (Snivy, Tepig e Oshawott) e dell’ottava (Grookey, Scorbunny e Sobble).
Quando esce la Collezione Primi Compagni d’Avventura Serie 2?
La Serie 2 della collezione arriverà ufficialmente nei negozi il 19 giugno 2026 per gli Stati Uniti e, salvo sorprese, sarà la stessa anche per il nostro paese. Se avete già recuperato la prima serie uscita a marzo, questo è il momento di prepararvi per il secondo capitolo della celebrazione dei 30 anni di Pokémon!
Cosa troverete all’interno?
Il formato della confezione rimane fedele a quello inaugurato con la Serie 1, offrendo un mix di pezzi esclusivi e buste d’espansione standard:
1 busta speciale del GCC Pokémon: contiene al suo interno 3 carte promozionali (scelte casualmente tra le 9 disponibili per questa serie, dedicate ai Pokémon citati sopra);
2 buste di espansione standard;
1 foglio di adesivi a tema: un gadget extra dedicato ai fan dei Pokémon di queste regioni.
In attesa del set dedicato ai 30 anni, queste collezioni sono sicuramente imperdibili per festeggiare i nostri mostriciattoli preferiti!
Dopo oltre dieci anni di attesa, la serie oggi torna finalmente con Tomodachi Life: Una vita da sogno, ora disponibile su Nintendo Switch e compatibile anche con Nintendo Switch 2!
Il nuovo capitolo riprende la formula del noto simulatore Nintendo, portando i giocatori su un’isola popolata dai propri Mii, dove la quotidianità si riempie di un susseguirsi di situazioni surreali, relazioni imprevedibili e momenti comici. Si possono creare personaggi ispirati ad amici, familiari o celebrità e osservare (o influenzare) le loro vite tra amori, litigi e attività quotidiane.
Rispetto al passato, Tomodachi Life: Una vita da sogno amplia notevolmente la personalizzazione: dai Mii più dettagliati fino alla gestione diretta delle relazioni e dell’isola stessa, rendendo l’esperienza più personalizzabile e meno casuale.
Non mancano novità importanti anche sul fronte dell’inclusività, con la possibilità di creare personaggi non binari e relazioni senza limiti di genere, segnando un’evoluzione significativa per la serie.
Darwin’s Paradox è quasi un ritorno a una dimensione videoludica che, negli ultimi anni, sembra essersi fatta sempre più rara: quella del gioco compatto, rapido, immediato, carino e riconoscibile fin dal primo sguardo.
Il nuovo titolo pubblicato da Konami e sviluppato da ZDT Studio si presenta infatti come un’avventura platform 2.5D dal forte taglio cinematografico, capace di mescolare stealth, puzzle ambientali e ironia all’interno di un pacchetto breve (anzi, molto breve), ma decisamente pieno di personalità. E sì, è proprio questa la sua forza: non vuole strafare, ma vuole avere un’identità chiara… E ci riesce alla grande!
La prima cosa che salta subito all’occhio è senza dubbio il protagonista, il nostro caro polpetto Darwin. Ha carisma e simpatia da vendere, e infatti ci entrerete subito in sintonia. La cosa più bella, però, sono le sue espressioni, rese davvero benissimo dal team di sviluppo: pur essendo praticamente muto, riesce a comunicare perfettamente ogni emozione, ogni paura, ogni momento di smarrimento o stupore soltanto attraverso il viso e il linguaggio del corpo.
È proprio qui, infatti, che Darwin’s Paradox colpisce davvero: riesce a costruire empatia senza bisogno di grandi dialoghi, affidandosi a una caratterizzazione semplice ma efficacissima. I suoi “superpoteri” da polpo, poi, diventano il cuore pulsante di tutto il gameplay: arrampicarsi sui muri, schizzare inchiostro, mimetizzarsi tra fondali e ambienti, nuotare con velocità ed eleganza nelle profondità marine. Tutto questo rende l’esperienza più simpatica, coerente e anche sorprendentemente credibile nel suo essere sopra le righe.
Il nostro Darwin si caccerà spesso in grossi guai…
Se parliamo invece del gameplay nel modo più nudo e crudo, Darwin’s Paradox è un gioco molto semplice nella sua struttura: sezioni platform, trial & error, stealth ed enigmi si alternano con una buona regolarità, contribuendo a creare un ritmo nel complesso piacevole e capace di spezzare la monotonia. Il problema, però, è che questa varietà non sempre si traduce in una vera profondità.
Gli enigmi, per esempio, risultano spesso fin troppo semplici, a tratti quasi basilari, e invece di portarvi davvero a ragionare o a sperimentare, vi chiederanno più che altro di trovare il giusto tempismo. Da questo punto di vista, una certa ripetitività può affacciarsi durante la partita, soprattutto nelle sezioni più basate sul provare, sbagliare e ripetere. Eppure, anche qui, il gioco riesce a salvarsi grazie al fascino del suo protagonista e a quell’atmosfera così buffa, leggera e piena di vita che accompagna praticamente tutta l’avventura.
La prova di PokéNext è avvenuta su Nintendo Switch 2 e dobbiamo ammettere che dal punto di vista grafico l’impatto visivo, rispetto ad altre piattaforme, risulta un pochino meno incisivo. Nonostante questo, giocarlo su una console portatile, con tutta la comodità e la versatilità che ne derivano, ci ha restituito una sensazione di piacere immediato davvero difficile da ignorare. I platform, del resto, hanno da sempre qualcosa che si sposa benissimo con il mondo Nintendo, e Darwin’s ParadoxsuSwitch 2 riesce a sentirsi assolutamente a casa. In modalità TV la resa migliora un po’, soprattutto sul piano dell’impatto generale, ma è proprio in portabilità che il gioco, almeno per noi, ha trovato una dimensione particolarmente naturale.
Qui il tentacolo!
Insomma, Darwin’s Paradox ci ha lasciato soddisfatti e divertiti. È un titolo che, nonostante una durata piuttosto contenuta (tra le 7 e le 8 ore, fino a un massimo di 10) e una rigiocabilità non particolarmente elevata, riesce comunque a conquistare chi decide di dargli una possibilità. Anche il prezzo, circa 25 euro, appare assolutamente coerente con ciò che offre, senza dare mai la sensazione di essere eccessivo.
Più che per la profondità delle sue meccaniche, l’opera conquista per fascino, atmosfera e personalità. È decisamente piccola, ma anche molto curata e il suo caro polpetto riesce davvero a lasciare il segno. Non sarà il gioco più complesso o rivoluzionario dell’anno, ma è uno di quelli che, con la sua simpatia e il suo cuore, riesce comunque a farsi ricordare.
Ringraziamo di cuore Konami e Nintendo Italia per averci fornito una chiave del gioco!
L’attesa è finita: Pokémon Champions è finalmente approdato su Nintendo Switch e Switch 2 e dispositivi mobile. Presentato come un titolo “free-to-start”, il nuovo simulatore di lotte competitive di Game Freak offre un accesso gratuito alla base del gioco, ma per chi vuole fare sul serio, i costi iniziano a farsi sentire.
In questo articolo analizziamo nel dettaglio quanto costa davvero l’esperienza completa, dai bundle iniziali ai vantaggi dell’abbonamento mensile.
1. Il Pacchetto Introduttivo (Starter Pack)
Per chi ha appena scaricato il gioco, il Pacchetto Introduttivo è quasi una scelta obbligata. Non è necessario per giocare, ma offre un “boost” logistico fondamentale per gestire i propri mostriciattoli.
Prezzo: €6,99 (una tantum)
Cosa include:
+50 slot permanenti nel Box Pokémon (portando il totale iniziale da 30 a 80).
30 Biglietti Compagni (per reclutare nuovi Pokémon).
50 Biglietti Allenamento (per modificare mosse e statistiche).
Brano musicale esclusivo: “Lotta! (Allenatore)” tratto da Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee!.
2. Abbonamento (Membership): Conviene davvero?
Pokémon Champions introduce una formula ad abbonamento (simile a quanto visto in Pokémon UNITE) pensata per i giocatori più assidui e per chi partecipa attivamente al circuito VGC.
Piano
Prezzo
Risparmio
Mensile
€4,99
–
Annuale (12 mesi)
€49,99
Circa 2 mesi gratis
I vantaggi per gli abbonati:
L’abbonamento non è solo cosmetico, ma espande drasticamente le funzionalità gestionali:
Box: lo spazio di archiviazione aumenta di 1.000 slot.
Team di Lotta: Puoi salvare fino a 15 Battle Team aggiuntivi.
Missioni Esclusive: Accesso a sfide speciali che garantiscono PV extra.
Musiche Personalizzate: Possibilità di sbloccare temi storici della serie per le proprie lotte online.
3. Il Premium Battle Pass (Pass Lotta)
Come ogni live-service che si rispetti, Pokémon Champions segue un sistema a stagioni. Ogni stagione dura circa due mesi e offre un percorso di ricompense gratuito e uno a pagamento.
Prezzo: €9,99 (a stagione)
Contenuti: Il Pass Premium sblocca principalmente elementi cosmetici, tra cui vestiti rari per l’avatar, skin per le Pokéball ed effetti speciali per l’ingresso in campo dei Pokémon. Include anche una piccola quantità di risorse per il potenziamento dei Pokémon (Training Tickets).
4. Pokémon HOME: Il “Ponte” Competitivo
Se possiedi già una collezione di Pokémon su altri titoli, Pokémon HOME non è solo un’opzione, ma una necessità. Sebbene esista una versione gratuita, i limiti sono molto stringenti.
Costi di Pokémon HOME Premium:
1 mese: €2,99
3 mesi: €4,99
12 mesi: €15,99
Perché usarlo con Pokémon Champions?
Trasferimenti da Leggende Pokémon: Z-A: Trasferendo i tuoi Pokémon da Z-A a Champions tramite HOME, puoi sbloccare ricompense esclusive, come le Megapietre (es. Chesnaughtite, Delphoxite) fondamentali per attivare la Megaevoluzione.
Accesso al Pokédex Nazionale: Puoi importare i tuoi compagni storici da Scarlatto/Violetto o Pokémon GO per usarli immediatamente nelle lotte (se ammessi dal regolamento stagionale).
Gestione Totale: Con HOME Premium puoi gestire fino a 6.000 Pokémon, evitando di saturare i box interni di Champions.
Quindi, quanto si spende?
In base a come volete approcciare il titolo, facciamo un recap dei tre scenari possibili di spesa:
Giocatore occasionale: €0. Si può giocare e scalare le classifiche, dove i limiti più importanti li troviamo agli spazi disponibili per i Pokémon nel Box;
Giocatore competitivo:€6,99 (Paccheto Introduttivo). Una spesa minima per avere un’esperienza di gioco fluida e spazio a sufficienza se volete impegnarvi un minimo;
Pro Player: Circa €100+ all’anno, includendo l’abbonamento annuale, Pokémon HOME e l’acquisto di pass stagionali.
Pokémon Champions è godibile anche senza spendere un centesimo, ma la gestione dei Box diventa rapidamente un problema per chi vuole collezionare molte specie diverse. Il Pacchetto Introduttivo da €6,99 rimane, ad oggi, l’investimento con il miglior rapporto qualità-prezzo.
Negli ultimi anni la categoria dei “cozy game” è diventata sempre più diffusa nel mondo videoludico. Sempre più persone cercano giochi capaci di offrire non tanto una sfida, quanto uno spazio da vivere con tranquillità: esperienze rilassanti, familiari, in cui tornare anche solo per passare un po’ di tempo senza pressione. In questo senso, il ritorno di Tomodachi Life: Una vita da sogno arriva in un momento perfetto.
Perché, anche se oggi il linguaggio attorno ai cozy game è molto più definito, Nintendo aveva già intercettato questo bisogno molto tempo fa, costruendo un gioco che non puntava sulla competizione o sull’azione, ma sul piacere di osservare, personalizzare e lasciarsi sorprendere.
Più che un semplice simulatore, Tomodachi Life è sempre stato un piccolo universo di relazioni, stranezze e momenti imprevedibili, capace di trasformare a modo proprio la quotidianità.
Più che creare personaggi, si costruisce una piccola comunità
Una delle cose che ha sempre distinto Tomodachi Life da molti altri giochi simili è il modo in cui tratta i suoi personaggi. In molti life sim, l’editor è solo il primo passaggio prima di iniziare davvero a giocare. Qui, invece, è già una parte fondamentale dell’esperienza.
Creare un Mii non significa semplicemente scegliere un volto o un outfit. Significa dargli una voce, un modo di parlare, una personalità tutta sua. E soprattutto inserirlo in un contesto in cui inizierà a vivere accanto ad altri personaggi, sviluppando legami, preferenze, simpatie e situazioni spesso totalmente imprevedibili.
È anche questo uno degli aspetti più riusciti del gioco: il fatto che l’isola non venga popolata da personaggi generici, ma da figure che il giocatore sente immediatamente proprie. Che siano amici reali, familiari, personaggi famosi o creazioni assurde nate per scherzo, ogni Mii finisce per diventare parte di una piccola comunità che prende forma lentamente, giorno dopo giorno.
Non puoi controllare davvero tutto
Il fascino di Tomodachi Life nasce anche da un piccolo paradosso: più costruisci la tua isola, più ti rendi conto che non sei tu a decidere davvero cosa succederà.
Il giocatore può aiutare i Mii, risolvere i loro problemi, suggerire alcune azioni, scegliere regali, cibo, vestiti o ambienti. Ma non può pianificare fino in fondo la direzione che prenderanno le relazioni o il modo in cui si evolveranno certi momenti.
Le amicizie nascono in modo spontaneo (anche se in questo caso possono venire guidate dal giocatore). Gli innamoramenti spesso sono improbabili. I litigi arrivano dal nulla. E molte delle situazioni più memorabili emergono proprio quando il gioco prende una direzione che il giocatore non aveva previsto.
Tomodachi Life, in questo senso, funziona quasi come una sitcom interattiva: tu prepari il contesto, scegli il cast, imposti l’atmosfera… e poi lasci che tutto si muova da solo. È un tipo di coinvolgimento molto diverso da quello di altri simulatori. Non ti chiede di ottimizzare, di costruire in modo perfetto o di “giocare bene”.
Una narrazione fatta di piccoli momenti
Gran parte della forza della serie sta anche nel suo modo di raccontare. Tomodachi Life ovviamente non ha una storia lineare, ma costruisce una forma di narrazione libera e quotidiana, fatta di episodi, incontri e piccole scene che si susseguono nel tempo.
È un racconto che nasce dalle interazioni tra i personaggi, e proprio per questo ogni partita finisce per essere diversa. Una dichiarazione d’amore andata male, un litigio buffo, una visita inattesa, una richiesta assurda o una canzone improvvisata possono diventare, nel giro di pochi secondi, momenti che restano impressi molto più di tante scene scritte in modo tradizionale.
È qui che emerge anche uno degli aspetti più interessanti della serie: la possibilità di scrivere una storia senza doverla davvero scrivere. Non c’è bisogno di grandi sistemi narrativi o di scelte ramificate, perché il racconto prende forma quasi da solo, attraverso la semplice convivenza tra personaggi che il giocatore ha deciso di mettere nello stesso spazio.
Il cozy secondo Nintendo
Quando si pensa ai cozy game, spesso vengono in mente routine ordinate, ritmi lenti, case da arredare e giornate da gestire in tranquillità. Tomodachi Life condivide sicuramente quella dimensione rilassata, ma lo fa in un modo molto meno “pulito” e molto più eccentrico.
Il suo comfort non nasce dall’ordine, ma dal caos. Dal fatto che ogni giornata sull’isola può prendere una piega assurda, ma senza mai diventare stressante. Si possono vedere personaggi buffi comportarsi in modi ancora più buffi. Dal trovarsi davanti a scene che non servono davvero a niente, se non a strappare un sorriso.
È proprio questo a rendere Tomodachi Life così particolare anche oggi: è un gioco che riesce a essere rilassante senza essere mai piatto. Non punta sulla calma assoluta, ma su una forma di leggerezza più viva, più spontanea, più imprevedibile.
Più che un simulatore, un posto in cui tornare
Forse è proprio questo il modo migliore per descrivere Tomodachi Life oggi. Non tanto come un simulatore di vita, ma come un posto in cui tornare. Un’isola fatta di personaggi strani, relazioni improbabili, momenti minuscoli e piccole storie che si costruiscono quasi da sole.
Un gioco che non cerca mai di essere più grande di quello che è, ma che proprio per questo riesce a lasciare un segno molto forte in chi ci entra davvero. E in un periodo in cui sempre più persone cercano nei videogiochi uno spazio di decompressione, di affetto e di libertà creativa, il ritorno di Tomodachi Life sembra meno una semplice operazione nostalgia e molto più una risposta perfettamente in linea con il presente.
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