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TCG Pokémon, in Italia una truffa da 40 mila Euro

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TCG Pokémon, in Italia una truffa da 40 mila Euro

TCG Pokémon, un ragazzo in Italia è stato vittima di una truffa legata alle proprio alle carte. La cifra in questione è di 40 mila Euro.

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Il collezionismo legato al Gioco di Carte Collezionabili Pokémon, ormai è risaputo, raggiunge prezzi da capogiro. Abbiamo in passato parlato di creator disposti a spendere cifre a nove zeri, come Logan Paul, oppure di aste/vendite su eBay e siti simili dove il milione di euro è ampiamente superato.

Ciò nonostante, tali possessori o acquirenti raramente sono italiani, a differenza dei protagonisti della storia che vi raccontiamo oggi.

La truffa

Un ragazzo di Pesaro (identità ancora tenuta nascosta) decide che è arrivato il momento di arricchire la propria collezione di carte Pokémon, e lo fa cercando su internet le migliori occasioni da cogliere al volo. Si imbatte nelle inserzioni di un venditore privato, tale Vanni Gabrielli (28 anni) di Terrassa Padovana (Padova), ed i due non solo contrattano, ma portano anche a termine diverse trattative.

L’acquirente, ormai totalmente fiducioso delle buone intenzioni del padovano, chiede se egli ha o meno pezzi più rari. A questo punto Gabrielli propone un lotto di carte il cui valore complessivo arriva a circa 40.000,00 €. La somma è sicuramente importante, ma il collezionista vuole assolutamente quei cimeli, ed i due chiudono l’affare proprio per quella cifra.

Stavolta però la transazione non sarà telematica per via dell’alto monte pattuito, ed i due decidono che è giusto incontrarsi di persone, in un luogo pubblico (come un centro commerciale). Il 7 Giugno scorso, il ragazzo marchigiano porta in una valigetta tutto il contante richiesto, e Gabrielli le carte in questione. Ma qui arriva il plot-twist. Il rivenditore riesce a mettere le mani sulla valigetta e prima di chiudere lo scambio, scappa via correndo con soldi e carte al suo seguito.

La vittima non può far altro che esporre denuncia, e tramite i vari dati trovati online, la Procura e gli inquirenti identificano il domicilio del truffatore in un campo nomadi. Dopo la conferma da parte del malcapitato tramite foto, Vanni Gabrielli riceve una denuncia per truffa aggravata, subendo anche il sequestro dei soldi e delle Carte Pokémon più costose in suo possesso.

Ad oggi le indagini risultano chiuse, ma Gabrielli ha buone possibilità di finire davanti ad un giudice ed aspettare una sentenza che potrebbe condannarlo per il reato commesso.

FONTE